L’evento dell’anno: Internazionale a Ferrara

30 10 07 by

Beh, certo, non si poteva non menzionarlo.

Però vederlo dal vivo è un’altra cosa: Gaetano Sateriale, il sindaco di Ferrara, lo ha invitato per tre giorni nella sua meravigliosa città. E questo giornale fantastico è arrivato, il primo weekend di ottobre, nelle sue vesti migliori. Corrispondenti stranieri, columnist, scrittori, giornalisti, esperti dai quattro angoli del mondo si sono dati appuntamento nel centro storico di una delle città più affascinanti d’Italia, per incontrare i diciassettemila lettori di Internazionale che vi hanno partecipato.

E’ quasi un mese che penso a come raccontarlo, e oggi ho capito che potevo partire solo da una persona. Vedere Arundhaty Roy di persona mi ha scossa profondamente. Non solo perchè è una splendida donna indiana, dalla bellezza disarmante; non solo perchè è una scrittrice sublime, dalle parole piene di colori; nè soltanto per la sua lotta politica per la democrazia globale, da giornalista e da attivista. Si tratta di qualcosa di intimamente legato a me: il suo romanzo ha influenzato enormemente la mia formazione. Ma di più: la mia vita. Lo lessi a sedici anni e fu una di quelle esperienze che ti lasciano un sapore particolare e sconosciuto, e lo stesso che resta sempre, a ripensarci.
E solamente per averla vista con gli occhi, averla sentita parlare con le o
recchie, aver avvertito la sua grande presenza nella sala, ne è valsa la pena.
foto di Valeria Gentile
set di foto Internazionale a Ferrara

  

La seconda persona che ha invaso le mie emozioni come un tornado è stato Francesco Zizola, grande fotoreporter e uomo dall’animo profondo, che mi ha tenuta qualche ora con gli occhi attenti e le orecchie ritte, ad ascoltare le delicate trame della verità in un lavoro straordinario come il suo.
Come ne è valsa la pena già solo per sentire le parole dense di Elif Shafak, scrittrice turca che ha rischiato il carcere per aver offeso il buon nome del suo Paese tra le pagine del suo capolavoro, La bastarda di Istanbul. Bella, forte e allo stesso tempo fragile, ha raccontato il suo rapporto con la scrittura e con i pregiudizi della gente.
Ma a Giovanni De Mauro va un particolare merito: quello di unire uno smisurato team di intellettuali al servizio della conoscenza del mondo. Il direttore di Internazionale è un giovane uomo dalla voce davvero piacevole, con una proprietà di linguaggio molto sviluppata e disinvolto nella sua mole di responsabilità. Quello che di solito si crede essere il ruolo unicamente formale di una redazione, ha finito per essere la fibra lungo tutta la corda, tra acute intuizioni e interviste ben mirate.

E poi la combattività di Amira Hass, le provocazioni di Luca Sofri, l’umiltà di Gipi, i racconti di Zuhair al Jezairy, il coraggio di Ahmed Rashid. E’ stata una forte emozione vedere con gli occhi di un blogger cinese censurato, di corrispondenti stranieri che adorano l’Italia per tutti i suoi difetti, di semplici lettori che hanno svolto una parte fondamentale per la riuscita di tutto questo.
Ma il momento più emozionante è stato al ritorno, in stazione, nel vedere l’esistenza reale, l’umanità, la tangibilità di questi miti del giornalismo italiano. Li ho visti sbadigliare, ridere, cercare il binario giusto e timbrare il biglietto. E la distanza tra me e il mio sogno si è fatta un po’ più breve.

[…]Qualcosa è successo, a Ferrara. E i numeri da soli non riescono a raccontarlo. C’è l’affetto di lettrici e lettori venuti da tutta Italia. C’è il calore con cui la città ha accolto un’invasione pacifica. C’è la buffa babele di lingue nata dalle parole dei giornalisti di tutto il mondo. Mentre sulle pagine dei giornali italiani infuria il dibattito sul qualunquismo, per tre giorni a Ferrara migliaia di persone, di ragazze e di ragazzi, hanno partecipato con passione, grande pazienza e attenzione a decine di incontri sul Medio Oriente, la fotografia, l’America Latina, il giornalismo, la Cina, il Sudafrica, la guerra in Iraq, il terrorismo. Dimostrando che se i cittadini rifiutano la politica, il problema è della politica, non dei cittadini.

Giovanni De Mauro

 

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1 Comment

  1. ottima rivista Internazionale, forse un poco cara

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