L’ultimo diario tra i pigmei

23 07 07 by

E’ stato un uomo eccezionale.
Grande giornalista de L’Europeo, ottimo scrittore, ma anche un mito nel settore della fotografia, della biologia, della musica e della pittura, nell’archeologia e nell’etnografia, per non parlare dello sport e della subacquea. Scalava le montagne, viveva con i premi Nobel e con gli ultimi selvaggi.

Gianni Roghi è rimasto ucciso nel 1967 dall’attacco di un elefante in Africa, e quello che segue è una parte del diario che scrisse proprio lì, poco prima del fatale incidente.

 

[…] In fondo mi diverto a scrivere questo diario, io che di diari non ne ho mai scritti. Mi tengo compagnia. Dovrebbero pubblicarli sul giornale, come siamo d’accordo, ma ho i miei dubbi che possa riuscire interessante; e cavarne dei pezzi qua e là sarebbe un andare a cercare le “cose che fanno colpo”, cioè una schifezza. Qui la vita è diversa, fatta di molte cose che non fanno colpo per niente,ma per chi ci sta diventano le più importanti. Come per esempio l’aver mangiato bene ieri sera. Il riuscire a bere dell’acqua non tiepida, o almeno non calda. Il tenere buoni rapporti con la gente del villaggio […] Qui i missionari non sono mai arrivati, non c’è nemmeno la solita scuoletta, niente. I pigmei sono animisti, credono in un unico dio e nella solita selva degli spiriti antenati e totemici. Il totem del capo è l’antilope rossa. Così non può mangiarne la carne, e si tratta della selvaggina che viene catturata più di frequente. E’ curioso come l’uomo, sotto ogni latitudine, inventi cose strane per mortificarsi. […]

 

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