Viaggio dall’interno

26 06 07 by

Credo che sentirsi viaggiatori in casa propria sia una grande fortuna.
Non solo perchè, naturalmente, si hanno maggiori occasioni di trovarsi in casa propria e quindi di essere informati direttamente su ciò che accade a livello “etnico”, ma anche e soprattutto perchè viaggiare dall’interno offre un punto di vista consapevole. Gli occhi riescono a superare i limiti del conosciuto e a diventare altri, ma sanno interpretare gesti, sguardi e oggetti all’interno del loro imprescindibile contesto. Il che è fondamentale, come si vede dai grandi fotoreporter che, per raggiungere un livello minimo di consapevolezza per poter interpretare in modo corretto la realtà di luoghi sconosciuti, devono studiare il posto, la gente, la storia.

Ho scattato queste fotografie al Festival dell’Etnografia di Nuoro – Etnu, dal 23 al 26 giugno 2007 – nella nuova struttura multifunzionale che nei suoi quattro piani e nell’anfiteatro all’aperto ha ospitato le esposizioni dei più importanti musei etnografici dell’isola, insieme con artigiani, musicisti di stumenti antichi tradizionali – launeddas – e libri di etnografia ed antropologia, museologia, artigianato, design.
Assaporare dall’interno – quasi da dietro le quinte – la tra
dizione di un luogo, fatta di passato, di volti, di suoni, è un’esperienza estremamente forte. Doppia.
E condividerla, la rende tripla.


Alcuni portacandela realizzati artigianalmente in rame, ceram
ica e oro

Stand di un sarto, con la tipica berritta


Area libri e conferenze


Antichi oggetti rituali


Donne in abito tradizionale preparano il tipico torrone di Tonara

Artigiano intarsia il legno


Fotografie antiche del repertorio familiare “Torrone Pili Tonara”

Giovane donna in abito tradizionale prepara il pane tipico, nell’area dedicata al Museo del Grano di Ortacesus (Cagliari)

Antiche trottole in legno fatte a mano, dal Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna di Zeppara, frazione di Ales (Oristano)


Antiche bambole di stoffa fatte a mano, dal Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna di Zeppara, frazione di Ales (Oristano)




Pani rituali della tradizione sarda, tipico in occasione di ogni festività dell’anno, dal Museo del pane rituale di Borore (Nuoro)



Attrezzi e materiali delle antiche comunità di montagna del centro Sardegna, in particolare del versante occidentale del Gennargentu, dall’Ecomuseo della Montagna Sarda o del Gennargentu di Aritzo (Nuoro)










Mamuthone, tipico mascheramento zoomorfo e grottesco, proprio delle comunità dei pastori e dei contadini, fatto con pelli di pecora e di montone e con campanacci, atti a provocare un suono frastornante. A queste maschere si riconosceva il potere di influire sulle sorti dell’annata agraria: per questo, malgrado l’aspetto impressionante, la loro vista era attesa e gradita, come occasione per farsele amiche attraverso l’offerta di cibo e bevande. Dal Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada (Nuoro)
Issohadore, tipico mascheramento associato ai Mamuthones nelle manifestazioni tradizionali durante le festività a Mamoiada. Gli Issohadores sono letteralmente i portatori di soha, una lunga fune ora in giunco ma che prima era di cuoio pesante. Dal Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada (Nuoro)

 

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7 Comments

  1. gio

    affascinanti questi oggetti, ognuno sembra raccontare un mondo pieno di fantasie e di mistero….deve essere stato un festival davvero particolare eh!

  2. Spettacolare…questo è il punto di vista che rispecchia il mio modo di vedere le cose…ottimo occhio…

  3. @gio: infatti lo è stato! Ma d’altronde la cultura sarda E’ un modo pieno di fantasie e di mistero 😉

    @luca: grazie mille!!! hai delle fotografie tue da mostrarmi? 🙂

  4. molto belli questi oggetti e le fotto fatte bene. complimenti per il post, quanto è vero! ma non tutti abbiamo la capacità di vedere le cose in questo modo. un saluto!

  5. Un viaggio al centro della mia terra. Molto belle queste foto: uno sguardo profondo tra la gente e le tradizioni.

  6. @gabri e lilith: grazie mille della visita, tornate presto! 🙂

  7. sc

    che belle queste foto!

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