Bagnanti agli antipodi

15 05 07 by

Due fotoreporter a confronto sul tema dell’acqua: Jodi Cobb e James Blair ci mostrano due mondi molto distanti nel rapporto con gli altri membri della comunità durante il bagno. Il primo ci svela una famiglia di Padaung. Sono i membri di una tribù birmana, rifugiati in Thailandia, mentre si lavano in un piccolo canale.
Si può notare come ognuno rispetti lo spazio personale dell’altro – quasi fosse segnato da confini invisibili ad occhio nudo – nonostante la quantità di acqua disponibile sia assolutamente insufficente. Si avverte, a primo impatto, che lo spazio vitale di questo popolo implica evidentemente un distanziamento rispettoso dell’altro. All’interno di questa piccola comunità, tuttavia, emerge un’e
strema sensazione di intimità.

Il secondo, invece, rappresenta questo momento cruciale come qualcosa di sacro, perchè in effetti siamo a Kathmandu, in Nepal, dove – come anche in India – il bagno è una cerimonia religiosa purificatrice. Queste donne si trovano al fiume Baghmati ed onorano la dea Parvati, moglie del dio indù Shiva, in occasione del rinnovamento vitale che porta con sè il monsone.
Ci troviamo qui di fronte ad una sorta di comunità massificata che non percepisce il senso dello spazio personale, nè tantomeno della tribù – in quanto piccolo gruppo che forma un’identità a se stante. Qui i corpi si toccano, nonostante l’acqua sia abbondante per tutte, ed anzi, la calca umana che ne risulta è assolutamente funzionale alla cerimonia del “bagno della salvezza”. La condivisione totale dello spazio dà origine ad un’immagine caotica, in cui, peraltro, la predominanza del colore rosso assume una valenza densa di significato.

 

Related Posts

Tags

Share This

6 Comments

  1. aLe

    Ciao Kindlerya, prima di tutto complimenti per il blog, anzi, per quello che scrivi nel blog che è davvero interessante (oltre che ben scritto). Poi, se ti va, da dove nasce il tuo nick? Ed infine, per una persona così appassionata di foto/reportage cosa ha significato la chiusura dell’ormai storica rivista Life? Buona giornata! 😉

    sestosguardo.wordpress.com

  2. Ciao ale, grazie mille.
    Il mio nick nasce dalla rielaborazione del mio vero nome del mio vero cognome: Valeria (lerya) Gentile (kind)… non so quanto può essere interessante ma è così! 😉

    Continua così con SestoSguardo! A mio parere stai facendo proprio un buon lavoro 🙂

  3. Considerazioni e immagini davvero belle sia qui che nel resto del Blog.

    Peccato solo che ogni volta che leggo un post mi si oscuri la vista per qualche minuto tornando agli altri siti con sfondo bianco!

    Sarà la bellezza delle immagini?
    No..lo sfondo scuro, ma è questione di gusti.
    😛

  4. Grazie anche a te, ldf.
    Credo che lo sfondo nero sia una delle cose che più funzionino di questo blog, in primis perchè il nero è lo sfondo più efficace per una fotografia.
    Non mi sembra affatto che accechi, anzi, per me personalmente è un template che rilassa.
    Inutile poi dire che il nero esprime eleganza 🙂

    A parte gli scherzi, la mia scelta è orientata al valore delle immagini che, su sfondo bianco, non renderebbero ugualmente.

  5. aLe

    Invece la tua rivelazione è stata illuminante…almeno adesso so come pronunciarlo! =) Senti…a proposito della domanda che ti ho fatto sulla rivista Life…non mi hai risposto. Ma ho scritto una betise? Forse Life non ha chiuso i battenti? Illuminami di nuovo! =)

    sestosguardo.wordpress.com

  6. Per risponderti ti dedico un post! 🙂

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *