United colors of reportage

14 05 07 by

Avete presente una multinazionale di nome Benetton?
Sì, proprio quella che possiede i marchi United Colors of Benetton, Sisley, Killer Loop e Playlife.
Ebbene, questo enorme gruppo economico italiano, con oltre cinquemila negozi in centoventi paesi del mondo, porta avanti un progetto editoriale che ha strettamente a che fare con il tema del reportage.


Si chiama Fabrica, che in teoria significa Centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton, ma che in pratica dà alla luce prodotti editoriali che spaziano dalla musica alla fotografia, dal design al cinema. Costituisce un laboratorio mondiale di creatività e risiede nella campagna veneta, in una villa del 1700 restaurata da un architetto giapponese.

Tra i vari settori di questo centro c’è il dipartimento dedicato alla scrittura creativa: “giovani scrittori con stili e background differenti lavorano su copioni, racconti, reportage e tutte quelle situazioni dove la parola scritta è fondamentale per descrivere una sensazione particolare e per veicolare un messaggio.”

“Il principio guida di Fabrica è di sfruttare la diversità come base della comunicazione globale e di trovare immagini che riflettano ed esprimano forti temi universali, come il razzismo, la paura e la fame nel mondo. In un’era di ‘globalizzazione’ economica e culturale, la creatività non può permettersi di essere etnocentrica. Dunque la sfida di Fabrica è di riunire differenti stimoli culturali provenienti da tutto il mondo per individuare concetti completamente nuovi, comprensibili per tutti, e trasmettere messaggi dal forte contenuto emotivo.” [dal sito di Fabrica]

Dalla necessità di comunicazione e dall’intuizione di Luciano Benetton ed Oliviero Toscani (inizialmente sotto la direzione di Tibor kalman), sedici anni fa è nata COLORS, una rivista trimestrale che parla del resto del mondo in oltre quaranta Paesi. Si fonda soprattutto sulle fotografie, d’impatto sempre molto forte, sempre accompagnate da reportages degni di nota, che ad ogni numero affrontano un unico tema da punti di vista differenti e sempre molto stimolanti.

[…] Tieni presente che potresti essere picchiato e incarcerato, qualora ti saltasse in mente di fotografare la gente per strada in Iran; essere ucciso per aver girato un film su una donna musulmana nei Paesi Bassi; dover spaccare le pietre ai lavori forzati per aver raccontato barzellette in Birmania e non poter parlare della tua vita sessuale in Cina. […]

Da Termini e condizioni, COLORS65, numero sulla libertà di stampa nel mondo

 

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1 Comment

  1. infatti avevo sentito parlare di questo, certe volte però può arrivare a degli estremi di pura spettacolarizzazione.
    Giovanna

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