La mafia è bianca

1 05 07 by

Il reportage non è solo viaggi, culture, storie, usi e costumi.
E’ anche, oggi più che mai, giornalismo d’inchiesta. Un ambito del giornalismo in cui testi e fotografie, ma anche riprese video, interviste ed intercettazioni, convivono per dare una multimediale completezza a chi deve sapere, a chi vuole raccapezzarsi in questioni intricate che i mediatori, appunto, sono chiamati – per quanto sia possibile – a semplificare.
E’ un format, quello del videoreportage com’è inteso oggi, che catapulta nei luoghi in questione, che avvicina ai volti dei personaggi, che pronuncia con fermezza nomi e cognomi, dati e fonti.
Quella che vi propongo è l’ultima parte del reportage “La mafia è bianca” (2005), di Stefano Maria Bianchi ed Alberto Nerazzini, giornalisti
straordinari che hanno vinto vari premi sia a livello nazionale (come il Premio Ilaria Alpi) che europeo.
Il titolo che hanno scelto per questo dossier è significativo, in quanto conciso ma enigmatico. Solo alla fine, infatti, proprio nella parte che vi ripropongo qui, se ne capisce il significato. Un significato profondo che arriva seguendo il percorso attraverso il quale ci hanno accompagnato, per mano, i due giornalisti che sono tra i pochi a comparire anche davanti alla telecamera.
Una fine straordinaria, per un reportage altrettanto straordinario, sulle note di Nicola Piovani, accompagnate dalla sublime voce narrante di Luciano de Ambrosis.
[…] Le cimici portano a Bagheria, tredici chilometri dal centro di Palermo, direzione est. Se lasci perdere l’autostrada e ci vai seguendo la strada che costeggia il mare, la macchina s’infila in un tumultuoso torrente di traffico, e non hai mai la sensazione di lasciarti la città alle spalle. Attraversi piccoli centri come Ficarazzi, venuti su addosso dalle spiagge e poi, via via, implosi. Solo quando ormai sei arrivato, piccoli sprazzi di verde attorno alla settecentesca Villa Cattolica, il museo comunale dove riposano le spoglie di Renato Guttuso. Il suo barocco decadente è una visione effimera e dolorante. Poi si è travolti dalle automobili impazzite nello scompiglio generato da decenni di abusivismo edilizio. […]

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2 Comments

  1. Bellissimo. Il reportage completo dove lo si può trovare ?

  2. In libreria 🙂

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