I cinque libri che mi hanno segnata

30 04 07 by

Accetto volentieri l’invito di Shaindel a rispolverare la mia libreria personale e vi racconto quali sono i cinque libri che hanno in qualche modo “cambiato la mia vita”, anche solo per avermi dato un’idea nuova, seppur piccola, sulla vita e sul mondo.
Anche se, a dirla tutta, cinque sono veramente troppo pochi.
Cercherò di contenermi.
1. Il Dio delle piccole cose, il libro d’esordio di Arundhati Roy. Questo è il libro che mi ha insegnato a leggere con il cuore, ma soprattutto è una storia che mi ha insegnato a scrivere. Arundhati è una scrittrice indiana straordinaria, ma è anche una donna eccezionale: lotta per i diritti dei popoli in tutto il mondo, come attivista politica.

2. Hitler ha vinto la guerra, di Walter Graziano. E’ un libro che ti apre gli occhi sulle questioni grandi, quelle che non sono nell’agenda setting ma di cui puoi constatare le conseguenze dovunque guardi. Fa molta rabbia ma almeno dà un po’ di consapevolezza in più nel nostro modo di vivere, dato che l’autore, sudamericano, è un economista che ci permette di riflettere anche su temi storici grazie ad un’infinità di fonti d’eccezione.

3. Essenza della religione, di Ludwig Feuerbach. Già dalle scuole superiori questo filosofo mi aveva scosso parecchio. Mi aveva ispirato per l’articolo Tutto capovolto e da allora la sua filosofia mi ha accompagnata evolvendosi insieme a me, negli anni. Finchè quest’anno mi sono decisa, e l’ho comprato. Un’illuminazione totale. Un conforto stimolante, per me che finalmente ho trovato qualcuno che ha scritto quello che ho sempre pensato, molto prima che io lo pensassi.

4. La fine è il mio inizio, di Tiziano Terzani. Anche se è praticamente la continuazione di Un altro giro di giostra, in questo libro – materialmente scritto da Folco Terzani – il grande giornalista si è lasciato andare di più di quanto non avesse fatto prima, mentre ancora lottava con la malattia. Anche se non condivido fino in fondo la sua ricerca del distacco buddista, mi ha insegnato molte cose. Volendo insegnare un poco a morire, mi ha insegnato di più come vivere.

 

5. Neve e Il violino d’oro di Maxence Fermine. Li metto insieme perchè in fondo i libri di Fermine sono un tutt’uno, ed ognuno va letto tutto d’un fiato. Lasciano uno strano sapore in bocca, il sapore di un mondo immaginario eppure così reale, il sapore di un viaggio durato un’ora, un viaggio della mente. La scrittura di Maxence Fermine è divina.

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2 Comments

  1. Io avevo postato un commento ieri e me l’ha cancellato 🙁 comunque, dicevo, sono incuriosita!! Voglio leggere NEVE visto che siete in tanti a nominarlo

  2. Scusa e’ vero, ho avuto dei problemi con del codice html… tranquilla ora non sparirai più! 🙂
    Leggilo Neve 😉

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