Sfiga 2.0

26 04 07 by

Visto che l’ultimo post vi ha particolarmente interessati, continuerò la saga della mia sfiga, che non è la sfiga tradizionale, si è evoluta anche lei. Si personalizza, si modifica a seconda della circostanza, c’ha anche il thumbnail. E quando ti mette nel suo blogroll, e no che non ci puoi fare niente. Anzi, conviene che la metti in conto anche tu, che la inserisci nel tuo, di blogroll.

Fatto sta che ho perso la carta d’identità, come vi dicevo. L’ho messa in tasca anzichè nel portafoglio. E mica una tasca normale, una da dove le cose non spariscono. No. Nella tasca posteriore dei jeans. Quindi può essermi scivolata a mensa, in autobus, andando alla Nemo o tornando a casa. Quel giorno, data la fervida attività della mia amica – quella che per thumbnail c’ha il mio, con al posto della margherita un cumulonembo – ho deciso di tornare a casa e di non sfidarla oltre.

Finchè ieri, molto arditamente, ho pensato di fare la denuncia online sul sito dei Cagabicchieri.
Spettacolare. Sembrava
un videogioco a livelli, che più sei bravo a capire la domanda più è possibile che sbagli la risposta. Questo simpaticissimo questionario online non si accontenta di chiederti chi sei, da dove vieni, cos’hai perso e dove l’hai perso. Vuole sapere anche se sei nubile/celibe o divorziata/o, la tua professione e la paternità. Secondo come gli gira gli devi dire anche quali sono le tue abitudini alimentari e quante volte al mese compri i cotton-fioc.
Alla fine lo devi stampare e scegliere il comando dove preferisci conse
gnarla, perchè così com’è è solo un pezzo di carta. Loro ti danno ora e giorno per recapitarla, non sia che si crei la coda. Ed entro due giorni, tassativamente, lo devi fare. (E allora, se mi devo comunque infognare con i cagabicchieri quelli veri, che denuncia on-line è?)

L’appuntamento con la giustizia era oggi dalle 16 alle 18, al comando dei Carabinieri della stazione, in via Valfonda. Peccato che via Valfonda non sia alla stazione.
Pensando di fare cosa buona e giusta – dopo aver guardato accuratamente la mappa del “dove è il comando che hai scelto” del sito – , dal polo universitario di Novoli ho preso il 18, per poi scendere in piazza Dalmazi
a e prendere un 20 per dirigermi verso la Fortezza da Basso. Arrivata alla Fortezza mi sono resa conto che via Valfonda era vicino a Piazza Adua, da tutt’altra parte. Così sono tornata indietro un pezzetto e ho aspettato il 28, per andare, finalmente, alla stazione Santa Maria Novella (cosa che potevo benissimo fare prendendo soltanto il 23 o il 57 direttamente da Novoli).

Visto che, dentro la stazione, mi veniva di passaggio la questura della polizia, quella di fronte al McConat, mi ci sono fermata per chiedere dove potessi trovare i loro acerrimi nemici. Mai l’avessi fatto, ché quelli della stazione sono un caso patologico. Si agitano subito, servizievoli e contraddetti come se parlasse un alieno. Sono stati ore a studiarmi come se non fossi loro simile, interdetti dai miei quesiti. E dopo avermi detto la cosa peggiore che potessero dire, e cioè che quella era già una denuncia a tutti gli effetti, mi hanno finalmente indicato il comando dei Carabinieri, nascosto da qualche parte sempre lì dentro la stazione, e mi hanno detto che però “probabilmente non avrei trovato nessuno”.

Dopo chilometri di binario 16, li ho trovati. Ho suonato il campanello. E mi ha persino aperto qualcuno! Un cagabicchiere sulla trentina, ma anche meno, siculo, folgorato dalla mia isolana bellezza (sic!) e quindi gentilissimo. Vedi, loro già capiscono di più quando parli. Sono già un po’ più connessi con il mondo che li circonda. Dopo avermi chiesto se conoscevo una tipa sarda che aveva fatto poco prima una denuncia simile alla mia (!?), mi ha fatto attendere accanto ad un extracomunitario – che forse era rumeno e quindi neanche poi così tanto extracomunitario – , finchè non mi portasse notizie dall’alto.

Dopo pochissimi istanti arriva un suo simile più anziano, grasso e non tanto avvezzo al cliente – cioè parlava come se mangiasse il panino al lampredotto – che mi dice, tra una masticata e l’altra, che non possono farmi la denuncia perchè hanno un imprevisto. Cioè, questo tizio extra o non extra seduto lì con me ha creato dei problemi. Anzi guarda, non ci funzionano neanche i computer oggi. Devi ripassare un altro giorno. Quando sei libera tu? Ma come quando sono libera io, ditemi quando vi trovo disponibili: non è che torno e mi rimandate via. Poi il superiore sparisce e rimango di nuovo sola con il giovane siculo, che mi consiglia di andare al comando di Piazza Ognissanti, che è vicinissimo, mi dice, ci andiamo noi a piedi tutti i pomeriggi a fare una passeggiata.
Ma davvero non la conosci, si chiama Giulia…

Già pensavo tra me: se questo è solo un pezzo di carta e non vale niente, ora mi fermo dai poliziotti di prima e me la faccio fare da loro, la denuncia vera. Quindi ti immagini quando mi vedono tornare, convinti che quella lì era già una denuncia a tutti gli effetti. Alla fine, a metà tra la mia lingua e la loro lingua, li ho convinti. D’altra parte, avevano vinto contro quelli là. Stavano per guadagnare un punto in più ai loro nemici, quando però alla mia richiesta di fare anche la denuncia per la frode su internet (sì, quella della mail falsa dalle poste), mi hanno risposto che dovevo andare non so dove perchè loro lì non avevano non so cosa. Alla fine ho compilato tutte le cartacce burocratiche e me ne sono andata, ancora una volta, con un indirizzo: vai al comune che ti rifanno la carta d’identità anche se sei residente a Nuoro. Ma non sono sicuro, prova.

 

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4 Comments

  1. Anonymous

    non è “potibile”! trgicomica alla fantozzi! tieni duro, vedrai che la luna si raddrizza!marina

  2. Ma vivo io su un altro pianeta o cagabicchieri è una tua invenzione folgorante ?

  3. fare una denuncia dal vivo è già cosa particolarmente complessa… figuriamoci on line!!

  4. cagabicchieri avevo smesso di dirlo verso la pubertà, comunque bella avventura, avvincente! Che poi alla fine non mi stupisco, è tutto normale, che ci sarebbe di strano scusa?

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