Voci del verbo Riportare

21 04 07 by


La parola reportage è un meraviglioso francesismo che in italiano si traduce “semplicemente” con servizio giornalistico. In realtà si tratta di un ambito assai complesso, che comprende dentro di sè modalità e forme di giornalismo assai diverse tra loro: inchieste, storie, interviste, testimonianze, cronache, note di viaggio, ma anche fotografie e video. Questa vocazione nasce da una forte passione civile e per la conoscenza, e trova la sua ragione d’essere nell’indagare a fondo, nel raccontare in modo chiaro e completo un mondo pieno di contraddittorietà. Nel reportage la letteratura si fonde con l’attenzione al dettaglio documentato ed il giornalismo acquisisce finalmente uno stile, espressamente
personale e che non vuole essere obiettivo.

La parola reporter è un inglesismo straordinario per connotare una missione che in italiano si traduce con un mestiere: il cronista, il giornalista, il corrispondente o l’inviato speciale.
Ma in effetti la parola riportare presuppone un’azione, e la presuppone come stile di vita. L’essenza di questa attività, infatti, affonda le sue radici in uno dei bisogni più forti – e nel contempo più nobili – che l’uomo possieda, in un mondo dove spesso ci scordiamo che la vita è comunione.
Ecco ciò che fa il reporter. Mette in comune, mette a disposizione dell’umanità – di cui si fa interlocutore privilegiato – le parole, le storie, le emozioni e le immagini che incontra nel suo cammino. Egli accomuna il simile e il dissimile.


Il suo compito è ricondurre lo sguardo alla sensazione vera delle cose,una sensazione che si prova sulla pelle. La sua missione consiste nel restituire le sue esperienze, che lui considera patrimonio dei popoli della Terra. Egli vive per portare indietro ciò che ha visto proiettandosi in avanti nella ricerca della verità. Una verità che lui scopre nelle piccole cose, in un viso, in un dipinto, negli edifici di una città, e che vuole poi generosamente trasferire nei pensieri di chi lo “ascolta”.

Egli osserva, ascolta, assorbe. Per poi riferire, ripetere, citare. E’ sempre pronto a partire, con solo le sue mani per toccare e la sua mente per vedere, la sua mente ben aperta, in modo poi da trarre dal suo viaggio qualcosa di profondamente umano nell’insolito, di familiare nello sconosciuto, di uguale nel diverso. E ricavare, dal gioco della vita, uno dei migliori motivi al mondo per restare ben svegli, con gli occhi ed il cuore bene aperti, a riprodurre la realtà per chi – lontano, svogliato o bendato – non la vede ad occhio nudo.

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1 Comment

  1. Bellissima, perfetta e completa!
    Ciao
    Giovanni B.

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