Di ritorno

31 03 07 by

Oggi ho preso, nel giro di sette ore, cinque mezzi di trasporto diversi.


L’AUTOBUS.

La linea 28 è una delle più affollate. Viaggia dalla stazione di Santa Maria Novella per arrivare oltre Sesto Fiorentino, passando per Piazza Dalmazia. Il mio rapporto con il 28 è particolare, sempre cangiante. Risale a quando era soltanto il modo per raggiungere la casa di Michele, quando ancora lui viveva in una traversa di Via Reginaldo Giuliani, un uomo di cui continuo ad ignorare la storia. Poi ha cominciato a servire anche me per portarmi tutti i giorni dallo Statuto, dove ho abitato fino ad oggi, alla sede della redazione dove ho svolto il tirocinio per due mesi. Fa un gran gracchiare, il 28, perchè essendo composto da due carrozze unite da una specie di pancia di lombrico, ha un modo piuttosto sgangherato di farsi strada tra le vie di Firenze. Il capolinea è in via Alamanni e per arrivare alla stazione bisogna fare un tratto a piedi. Fortuna che ho solo un leggero trolley, il mio portatile ed una busta con oggetti fragili e preziosissimi (il mio hard disk da 250GB e una fatina di cercamica seduta su una pila di libri, illuminata da una lucetta incastonata dentro un fiore).

IL TRENO.

Binario 3, ore 8:57. Partenza da Firenze SMN, destinazione Pisa Aeroporto. Dopo giorni di pioggia rivedo il mio adorato sole, e Trenitalia ha fatto una sorpresa ai suoi passeggeri, soprattutto a me che finchè non arrivo a destinazione non sono mai sicura che il treno che ho preso sia quello giusto. La voce registrata di un uomo senza alcun inflessione regionale annuncia le stazioni e gli orari di arrivo con precisione e gentilezza. Dopo aver diligentemente spiegato che non è conveniente viaggiare sprovvisti di valido biglietto. Accanto a me sono sedute un gruppo di ragazze giapponesi che per poco non perdevano il treno. Una di loro è bellissima. Una donna Rom con in grembo un bambino comincia a cantilenare richieste, auguri e benedizioni. Con un tono di voce altissimo, ripetendo il repertorio per ogni vagone. Il viaggio prosegue tranquillo, tra casette toscane e colline verdi. Pensieri azzurri, nuvole bianche, ricordi arancio e speranze verdi.

L’AEREO.

La RyanAir è la compagnia aerea più conveniente per arrivare in Sardegna. Ancora meglio se Pisa ad Alghero Fertilia. L’aeroporto stamattina è inondato di umanità, e la fila al check-in è durato più di un’ora. Ho cercato disperatamente l’ultimo numero de L’Europeo, ma non ho trovato nessuna edicola che lo avesse. La RyanAir non assegna i posti a sedere, così ti puoi sedere dove preferisci o, se arrivi tardi, dove trovi posto. Purtroppo sono capitata sullo stesso volo di una classe di scuole medie, che mi ha fatto capire un po’ di cose sulle ultime vicende dei video su YouTube e cose del genere. La degenerazione ha regnato su quell’aereo dall’inizio (quando le femminucce emettevano grida disumane ad ogni vuoto d’aria) alla fine (quando i maschietti hanno scoperto i pulsanti per chiamare le hotess) del viaggio, passando per il momento “bar” (quando hanno assalito il carrettino delle vivande).

IL MINIBUS.

La Deplanu è un’azienda privata, l’unica che percorre la tratta Nuoro-Alghero Fertilia-Nuoro. Che a seconda dell’umore dell’autista di turno, si ferma o meno in ogni piccolo sperduto paesino della Barbagia. Questa volta ha semplicemente chiesto se tutti siamo diretti a Nuoro, e ha tirato dritto, con sottofondo di orripilanti musiche commerciali in stile disco-latino, come “Salta sin parar”, “Mueve la colita”, “La playa del sol” e “Para no verte mas”. Ho preso nota dei piccoli paesi che i cartelli annunciavano durante il tragitto. Vi elenco quelli più strani: Tottubella, Bancali, Ittiri (ìttiri), Sorgono (sòrgono), Barumini (barùmini), Ossi, Tissi, Ozieri, Florinas, Ploaghe (ploàghe), Codrongianus, Siligo, Bonnannaro (bonnànnaro), Bessude, Ardara (àrdara), Torralba, Ittireddu, Thiesi, Cheremule, Suni, Semestene, Bolotana (bolòtana), Bosa, Birori, Ottana, Borore, Bortigali (bortìgali), Dualchi, Silanus (silànus), Noragugume (noragugùme), Lei, Sarule (sarùle), Abbasanta, Illorai, Alà dei Sardi, Bottida (bòttida), Nule, Bono, Orotelli, Oniferi (onifèri), Tortolì, Mamoiada (mamoiàda), Lanusei (lanusèi), Arbatax (àrbatax), Fonni, Orgosolo (orgòsolo), Oliena, Orune, Bitti…

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1 Comment

  1. alberz

    Secondo me ci hai messo più in pullman che tutto il resto:)
    Comunque Reginaldo Giuliani se non ricordo male era un frate filofascista che si era arruolato nell’esercito. E’ morto in guerra durante il fascismo.. Mi sa in Etiopia. Sono solo vaghi ricordi quindi non assicuro:)

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