Le frontiere del buon giornalismo

1 03 07 by

 

Visto l’interesse suscitato dal post precedente, vi parlo della conferenza che c’è stata oggi all’Università, per il ciclo di incontri “Le frontiere del buon giornalismo” organizzato dalla mia facoltà. Ecco uno di quei casi in cui la televisione vale la pena guardarla, se produce una comunicazione di tale qualità. E’ stato un privilegio ascoltare Giovanni Minoli in carne ed ossa, direttore di Rai Educational e oggi principalmente conosciuto per il programma La Storia Siamo Noi. Sono rimasta sconcertata dalla mole del suo curriculum vitae, della sua carriera d’eccezione. Oltre che un professionista nel settore della produzione e ed in quello del giornalismo (egli stesso racconta di due cappelli sulla sua testa), Minoli è una personalità come poche altre nel panorama italiano.
Non voglio fare pubblicità nè adulazione fine a se stessa, ma trovo che sia uno dei pochi giornalisti che rimane coerente ed onesto, che preferisce l’esplicito al subdolo. Una persona intuitiva, che corre davanti all’attualità per creare prodotti del futuro, che ci riuscì ed ancora ci riesce. Tra gli altri, un ottimo programma (appunto La Storia Siamo Noi, purtroppo relegato alla seconda serata) che produce il maggior numero di ore di storia al mondo, per la precisione 240 all’anno. E con una modalità di racconto che tocca nel profondo mantenendo precisione e visione d’insieme, Minoli non si limita a mostrare i fatti così come sono accaduti ma ci pone delle domande, ci porta a riflettere sulla storia. Sulla nostra storia.
Una persona che ha combattuto molto, che ha vinto ma che si è anche scontrato con le realtà corrotte della politica e nonostante questo non ha rimpianti nè rancori. Torinese amante della Sicilia, ha ottenuto il maggiore finanziamento pubblico per la promozione del Sud Italia, nel settore televisivo, con una conseguente enorme quantità di posti di lavoro creati al Mezzogiorno. Figlio d’arte per quanto riguarda il senso della giustizia, oltre tutto laureato in giurisprudenza, è sempre stato molto vicino alle tematiche in questo ambito.
Gli spezzoni delle puntate di La Storia Siamo Noi mi hanno lasciato un nodo in gola, tipico dell’indignazione che i temi scottanti che sceglie devono provocare. Spesso non sono riuscita a trattenere le lacrime. Eroi come noi, di cui Minoli è l’autore, è un libro che consiglio: da Walter Tobagi a Massimo D’Antona, storie di uomini che hanno dato la vita per lo Stato. Una inchiesta giornalistica di qualità, soprattutto per l’equilibrio di presenza, nei capitoli, tra il terrorismo nero ed il terrorismo rosso, segno di grande professionalità e coerenza, al di là delle proprie inclinazioni politiche (Minoli è apertamente di sinistra).
Ma ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la sua opinione, sorprendentemente identica alla mia, sul futuro di noi studenti di comunicazione: non si può dire esattamente cosa diventeremo, cosa faremo, se non scoprendolo strada facendo, tenendo aperte tutte le porte e mantenendo una “sensibilità multimediale”. Non avevo mai sentito qualcuno che realmente dicesse quello che ho sempre pensato anch’io, in un mondo sempre più mediatizzato e aperto alla comunicazione di ogni forma, e mi ha veramente toccato. Se io avessi un giornalista modello, sarebbe certamente lui, Giovanni Minoli.

 

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4 Comments

  1. La penso esattamente come te. Mi piaceva Mixer per il suo stile riconoscibilissimo e soprattutto per le inchieste che faceva. Dopo anni di clausura in terza serata come direttore dei bellissimi programmi di RAI Educational , (fra cui il mitico Mediamente di Carlo Massarini, precursore di tutte le trasmissioni su internet), hanno finalmente riportato Minoli in seconda serata e da allora non mi perdo una puntata della “Storia siamo noi”, disponibile fortunatamente anche in video on demand sul portale RAI Click.

  2. Peccato che non sia più lui a fare i faccia a faccia…

  3. Credo che la prospettiva più lungimirante che Minoli abbia suggerito è quella sulla multimedialità, sulla specificità dei mezzi che è necessario esperire per utilizzare il meglio della tecnologia.
    c’ero anche io 😉 ho postato qualche appunto in casa mia.

  4. Sottoscrivo. Non si capisce perchè mandino la Storia siamo noi di mattina e talvolta in seconda serata.
    Grazie a questa trasmissione ho davvero imparato molto sulla storia contemporanea.

    F

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