Vocabolario creativo: Cabala

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(sistema con cui si presume di svelare il futuro o di indovinare i numeri da giocare al lotto, operazione magica, cosa misteriosa e segreta)
 

Mario non sogna più. Ci prova, fa di tutto per sognare, le prova tutte per poter dormire facendo mille avventure intorno al mondo, e si turba. È andato anche all’erboristeria sotto casa, quella di fiducia. Eppure non è convinto della boccetta di fiori di Bach che la dolce figlia dell’erborista gli ha preparato per sognare, perchè Mario preferisce le pozioni da mettere sotto il cuscino che gli prepara con cura zia Concetta, la strega-veggente-astrologa del paese. “Mi raccomando, una goccia sotto il cuscino ad occhi chiusi, altrimenti non farà alcun effetto”. Mario fa proprio come zia Concetta dice, ma per la premura di sognare sta di veglia a controllare: appena un sogno si avvicina…zac! Lo può catturare! Così Mario rimane sveglio tutta la notte ad aspettare un sogno, una reminescenza del passato, una paura del futuro, una preoccupazione presente, un desiderio inconscio. Ma niente. Mario non ha sogni. Li ha finiti. Poi un giorno, nella routine della sua vita vuota di sogni, un pensiero assai preoccupante gli affiora alla mente. Non ha un passato da rievocare in sogno, perchè non ha mai vissuto veramente. Non ha paura del futuro, perchè non si aspetta niente di nuovo dalla vita, perchè tutto è già impostato,predisposto, basato su solide fondamenta di princìpi. Non ha una preoccupazione presente perchè trascorre una vita standard, perchè è sazio dalla noia e niente lo spaventa: non ha nulla, perciò non ha nulla da perdere. Un desiderio inconscio? Non ha neanche quello, non fosse per la voglia di sognare durante la notte. Evoca Freud, bacia le rane di zia Concetta, ingerisce essenze di fiori, ma niente. Ora soffre anche di insonnia, abituato com’è ad aspettare i suoi sogni sulla soglia della veglia. Finchè un giorno, straziato da giorni e giorni di insonnia, Mario crolla sul materasso e… sogna. Sogna di volare, sogna di pregare, sogna di piangere sulla tomba di sua nonna dopo anni e anni che non ci riesce più. Va sulla Luna, torna, va in Africa, salva una vita. Acchiappa una stella, la porta a una bimba buona, salva anche lei. Poi salva se stesso, va a salvarsi nell’impero sotterraneo di Agharti, e omini verdi e luminosi gli trasmettono un sapere millenario ed ancestrale. Poi riemerge, insegna filosofia, impara libri solo toccandoli, poi si innamora. Come non gli era mai successo, prova cos’è l’amore. Ama, Mario ama. Ama sé stesso, ama una donna, ama la natura, ama la vita. E dà la vita. Miracolosamente, come un privilegio unico al mondo.Tutto questo in una notte. Finalmente, Mario sogna.Poi, svegliandosi al terribile suono della sveglia, dimentica tutto. Non ricorda niente delle sue avventure notturne. È così che alcune pesone riescono a sopravvivere, oggi. Giornate vuote e senza senso, omologate, identiche, sprecate, salvate da notti piene di speranza. Notti salvatrici.

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