Vocabolario creativo: Babà

11 01 06 by


(dolce di pasta soffice e lievitata, intrisa di rum)

  

  

Mille voci s’odono unite per la galleria; bambini, uomini loschi, maestre, barboni, donne di carriera, ricchi banchieri e ragazzi annoiati e chiassosi. All’unisono creano un tipico, familiare frastuono partenopeo che sbatte sulle vetrate altissime della galleria commerciale che porta a via Roma, ed è spiazzante. Questa città ha con sé il fascino in ogni suo lato, ed essendo, Napoli, multiforme, è così che risulta mille volte affascinante: elegante, di stracci, maleodorante o mendicante, ballerina o camorrista, cantante, degradata, sguaiata o timida, bigotta, ribelle, poetessa o contrabbandiera. Napoli.Una coppia di innamorati sospirano sotto il portico; una giovane donna cammina in modo nervoso perchè macina pensieri preoccupanti dentro la mente; un uomo basso e tarchiato, molto scuro di carnagione, fa la fila alla bancarella della pasticcera per avere un babà soffice e appena sfornato. Lo gusta con ingordigia, avidamente, quasi nascondendosi da occhi indiscreti. Si chiama Franco e improvvisamente ripensa a sua moglie, quella pazza che si tinge i capelli di rosso, si fa il lifting al viso e si mette quel profumo fortissimo e insopportabile. Da vecchia. Gli sembra quasi di sentirlo, ne è terrorizzato. Ha paura che lo segua perchè è pazza, cerca indizi per coglierlo sul fatto: è convinta che lui abbia l’amante perchè gli ha trovato nella macchina una confezione di torrone.

Eppure è lei ad averlo tradito, ed è ossessionata dalla regola del “chi di spada ferisce, di spada perisce”. Non potrebbe mai sopportare un suo tradimento. Intanto le pizzerie intorno si riempiono di mani affamate, dai bar fuoriesce l’aroma del buon caffè e per la galleria continuano ad affluire e defluire centinaia di persone al minuto, ognuna con le sue storie, le sue paure, le sue ossessioni, le sue canzonette nella testa, ognuno con orari e appuntamenti, bugie e tradimenti, sogni nei cassetti. Franco affonda i denti sull’ultimo boccone del suo dolce, assorto ed incantato, ipnotizzato dalla soffice bontà del suo ripieno al rum. Consapevole, come tanti altri in fila alla bancarella della pasticcera, che quello è l’unico piacere, l’unica gioia che gli rimane.

 

Related Posts

Tags

Share This

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *