Ricordo di un viaggio

10 10 05 by

Finalmente apro gli occhi. Ora ci riesco. Ma non è la luce, è ancora tutto mostruosamente buio. Eppure, per me, la luce è inconcepibile: non ho mai visto. Sento solo tanta, tanta acqua, intorno e dentro me, e non ho molta libertà di movimento: ad ogni gesto colpisco una parete morbida e viscida. Eppure sto bene. Mi sento infinitamente bene, perchè so di essere in buone mani: sorrido senza accorgermene, senza saperlo, pensando a mia madre. Sento ancora la sua voce, mentre il resto è un caos di suoni confusi, rimbombanti in un tutto sconosciuto, lontano.
Ad un tratto sento una grande energia tutt’intorno, quasi prendo la scossa. Non capisco cosa avviene, ho paura. Tutto si muove vorticosamente, un’ignota forza mi attira verso di lei. Capisco che devo partire. È arrivato il momento. E ho poco tempo, pochissimo tempo per raccogliere tutte le mie cose, tutto ciò che mi serve là fuori. I miei pensieri, le mie riflessioni, le mie emozioni condensate in quest’angolo di mondo tutto mio. E ora devo lasciarlo, e mi fa maledettamente male, ma non ho tempo per pensarci. Vengo catapultata lungo un tunnel molto stretto, quasi soffoco. Il panico si impossessa di me, il cuore batte a mille, non so cosa devo fare, che movimento mi resta, ma soprattutto… dove vado? Il dubbio mi attanaglia, sono schiava di lui, finchè… tutto finisce.
Apro piano gli occhi. La luce. Ecco, è ora che tutto inizia.

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