Il mio rapporto con la scrittura

2 10 05 by

Mille flash e ricordi stupendi mi vengono alla mente e mi accarezzano il cuore con una mano gelida di malinconia. I momenti sono finiti. Andati. Giorni che sembravano non dover finire mai. Terminati. Scaduti. Siamo diventati grandi, si dice, ma io sento un misto di entusiasmo e tristezza, un frullato di lacrime e battiti di cuore troppo forti, di paura di non farcela e grinta per crescere. È la festa di Annacarla; io e mia madre siamo le solite pecore nere della famiglia, sto davvero bene con lei, ma la nostalgia è quella che mi spaventa. Le devo tutto, e lasciarla mi uccide.
Arriva l’ora di salutare mia zia Marianna, mi avvicino a lei e le dico qualcosa per attirare la sua attenzione e dirle che parto. “Di essere in gamba non te lo dico neanche, perchè so che lo sei già” mi dice abbracciandomi forte, ed è bello. Ho sentito nel cuore ciò che mi ha detto.
Ma l’incontro più forte è con Eleonora, nella cameretta delle bambine. Ho davanti il flash di quando ancora, questo, sarebbe stato un giorno lontano, sul mio letto di pomeriggio a parlare, quando le dissi che sarei partita e lei mi fece promettere di andare prima a vedere la sorellina che sarebbe nata a giorni. Benedetta è nata il ventisei agosto, e noi siamo andati a vederla. Ma oggi è arrivato, e davanti alla bambina matura che ha sempre una parola per tutti e che posso considerare come una sorrella e una confidente, mi avvicino e glielo dico, con tutta la delicatezza che posso raccogliere. “Vale ma perchè parti?”
Raccolgo ancora una volta la forza, ma è così difficile. Le spiego la mia passione, piena di entusiasmo. Riesco a contagiarglielo, perchè lei mi sorride con i suoi occhioni dolci e pieni di vita. Eccola, la mia forza.
Poi arriva mio nonno, a salutarmi. Mi dice di essere in gamba, di farmi valere e di tenerli informati, mettendomi dei soldi in mano “per iniziare”. Si porta via anche mia nonna, che mi abbraccia e piangendo mi dice: “Mi mancherai. Non so come farà tua madre, che ne ha una sola. Io stetti male quando il primo partì in una città vicina e ne avevo altri sei”. “Distraiti” dice a mia madre, fuori. Lei ha le lacrime agli occhi. Che bene che le voglio. La stringo.
Ha appena piovuto e l’aria è fresca, il cielo è grigio e la spiaggia semideserta, segno che l’estate è finita. Il mare è uno spettacolo d’argento. Sono scalza, tocco l’acqua coi piedi e guardo l’orizzonte. Respiro forte, poi torno a casa per non piangere.
Arrivano anche in questo sperduto luogo del mondo, le sette e mezza, e devo salutare tutti. Anche mia zia Lina mi dà dei soldi, mio zio Roberto sembra sbrigare una faccenda a salutarmi, mia zia Rosella mi dice di essere forte, e io penso che intenda almeno più di quanto lo era stata lei. Poi Graziano e Nicolò, ed il piccolo Ludovico. Lui gioca, che ne sa…
La sera, a casa, mia madre mi dà il suo regalo: è un libro di Tiziano Terzani, il mio idolo, ma il vero regalo sono state le sue parole nel biglietto:“Seguire il suo cammino? Segui i tuoi sogni, rincorrili con coraggio ed entusiasmo e li raggiungerai. Auguri. Mamma”

Related Posts

Tags

Share This

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *